Piccola e fragile come carta pesta, la bambola è la madre di Ismail Kadare, raccontata in questo romanzo delicato e complicato come lo sono i rapporti famigliari più stretti. Nel descrivere la relazione con sua madre, Kadare racconta la sua città natale, le sue radici e il percorso che lo ha portato a diventare uno scrittore, e narra al contempo la tensione interna al suo ambiente famigliare: assieme a sua madre, vive sua nonna paterna – la suocera della madre – un’anziana albanese fiera della tradizione che vuole che le donne non lascino la casa dopo la morte del marito. Accanto a lei la madre di Kadare si sente insignificante e mediocre e questa insicurezza pervade ogni aspetto del suo rapporto con il figlio, che teme l’abbandoni per una “nuova madre” una volta diventato un famoso scrittore, e destinato anche a influenzare non solo la relazione dell’autore con la sua futura moglie, ma anche le sue aspettative, la sua educazione e la definitiva emancipazione intellettuale.
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